Anton Corbijn reçoit un Éphèbe d'or à Palerme

Article publié le 19 décembre 2015
Article publié le 19 décembre 2015

Nous avons pu interviewer le photographe et réalisateur culte Anton Corbijn au cours de la cérémonie de remise des prix du 37eme Éphèbe d'or, reçu à Palerme par le réalisateur hollandais per son film Un Homme Très Recherché, long-métrage faisant écho aux événements de Paris. Cinq questions au réalisateur qui a travaillé avec, entre autres, U2, Bowie, Rem, Depeche Mode et Coldplay.

Nous suivons Anton Corbijn depuis la soirée du vendredi 20 novembre, et la projection de son film Un Homme Très Recherché (A most wanted Man) au cinéma Vittorio De Seta, aux Cantieri Culturali alla Zisa. A cette occasion, il nous a échappé pendant quelques minutes, mais nous avons pu profiter de son film de 2014, adapté d'un roman de John le Carrè, pour lequel Corbijn a été récompensé à Palerme lors de la 37eme édition de l'Éphèbe d'or, présidée par Giovanni Massa et qui est cette année consacrée aux émigrés d'hier et d'aujourd'hui

Un Homme Très Recherché reçoit le prix  per essere tornato di sconvolgente attualità dopo i fatti di Parigi. Avec une réalisation nerveuse et pleine de dépistages, Corbijn raconte l'histoire d'un immigré tchétchène surveillé à Hambourg (ville portuaire qui par sa décadence et son pluriethnisme nous a rappelé Palerme). L'espion est interprété par un gigantesque Philip Seymour Hoffman (Truman Capote, Boogie Nights, Magnolia), l'acteur qui a été retrouvé mort dans son appartement de Manhattan avec une seringue dans le bras au début du mois de février 2014.

"L'espion" est un personnage à plusieur facettes, sans aucun doute un héros positif, qui cherche à protéger le tchétchène jusqu'à ce que celui-ci finisse par lui faire tisser des liens intimes avec des organisations terroristes.  Malheureusement, à l'inverse, la police et les autorités berlinoises veulent mettre la main sur le tchétchène au plus vite pour afficher l'affaire en une des journaux. L'espion joué par Hoffman cherchera à terminer la mission, aidé par un banquier au passé sombre (Willem Dafoe), une avocate spécialiste des organisations humanitaires interprétée par Rachel McAdams (True Detective 2) et la réprésentante des services secrets américains (toujours ambigüs) Robin Wright (House Of Cards).

Le lendemain, le samedi 21 novembre, nous assistons à la cérémonie de remise des prix.  Le cadre est fantastique : l'Oratorio S. S. Salvatore di Corso Vittorio Emanuele, une église baroque du XVIe siècle, conçue par Paolo Amato, qui accuille de très nombreux angelots sculptés par Serpotta. On se croirait à la soirée des Oscars siciliens : l'élégances est presque trop fastueuse et l'on ne compte pas les memebres des autorités. Assis au premier rang, se trouve Anton Corbijn, l'homme qui en tant que photographe a immortalisé David Bowie, Tom Waits et Rem pour des magazines du standing de Vogue et Rolling Stones. L'homme qui en 2007 a dirigé Control,  splendide film biographique qui raconte l'hisoire de Ian Curtis, leader des Joy Division. Le génie des clips musicaux : One de U2, Heart-Shaped Box de Nirvana, My Friends de RHCP, Viva la Vida de Coldplay, pour en citer seulement quelques uns

Nous n'avons que quelques minutes, voici une courte mais précieuse interview : 

cafébabel: Che impressione ti ha fatto Palermo in questi giorni?

Corbijn: Mi hanno portato in un posto sul mare che mi è piaciuto molto. Il caos della città e la tranquillità del mare creano una fantastica combinazione.

cafébabel: Wim Wenders ha girato un film in questa città, a te piacerebbe?

Corbijn: Non saprei, dipende sempre dalla storia che stai girando. Non ho idea se ci sarà una storia che potrà funzionare.

cafébabel: Com'è stato lavorare con Philip Saymour Hoffman?

Corbijn: Grandioso. Lui era un attore molto talentuoso, sarebbe stato presente anche nel mio ultimo film ma poi è morto. Penso che ci sia piaciuto lavorare assieme, al punto che avremmo volute farlo ancora. Lui era il tipo di attore che rendeva qualsiasi ruolo credibile. Si immergeva completamente nel personaggio, sia che fosse una commedia o un thriller, in ogni genere.

cafébabel: I tuoi prossimi lavori musicali, farai altri videoclip?

Corbijn: No, considero i videoclip una mia esperienza precedente.

cafébabel: A quale progetto stai lavorando?

Corbijn: Due settimane fa a Berlino si è aperto uno show che è la più grande retrospettiva sui miei lavori. Sto anche cominciando a lavorare su un nuovo film che girerò in America.

Non solo Anton Corbijn...

La serata di premiazione si è poi sviluppata intorno al tema dell'immigrazione, con l'attore Paolo Briguglia (I Cento Passi, Lo Scambio) che ha letto una lettera dell'associazione filmmaker e professionisti dell'audiovisivo in cui si cita che "secondo Amnesty International, dal 2000 più di 23.000 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo, l'Europa non può nascondere le proprie responsabilità". Previsto anche un premio alla Comunità di Santa Chiara, per la sua importante funzione di integrazione svolta nel centro storico della città. Egle Palazzolo, presidente del Centro Ricerca per il Cinema e la Narrativa, ha voluto ricordare quanto "l'arte, la cultura e l'audiovisivo siano mondi vicinissimi al tema dell'immigrazione e di altre realtà, e in questa vicinanza e sostegno a tali problemi sta il senso dell'Efebo d'Oro".

Durante la serata è stato anche proiettato il docu-film Ellis: il monologo di quattordici minuti firmato dal videoartista parigino, e "Bansky francese", JR che ha ricevuto un doppio riconoscimento agli Academy Awards per la sceneggiatura e l'interpretazione, rispettivamente affidate allo scrittore Eric Roth e all'attore Robert De Niro.

Nel corto viene raccontato in prima persona l'arrivo di un giovane italiano dei primi del '900 al Centro d'Identificazione di Ellis Island, dove nell'arco degli anni sono passati più di 11 milioni di immigrati europei. Mentre la narrazione segue il percorso dell'attore attraverso le stanze del Centro, a queste viene fatta riprendere vita attraverso la sovrapposizione di centinaia di fotografie di migranti agli ambienti storici, guidando così lo spettatore attraverso la realtà tangibile delle procedure di identificazione e della vita clandestina o quantomeno precaria nel centro, fino al raggiungimento della decisione del protagonista di lasciare l'isola nuotando di notte verso Manhattan e la Statua della Libertà. 

Ellis è stato presentato al Tribeca Film Festival di New York lo scorso 5 ottobre, e da allora è stato messo a disposizione dall'autore a chiunque desideri proiettarlo, per periodi di 15 giorni. In Italia è stato l’Efebo d’oro a rispondere, dando un segno del coinvolgimento crescente anche in ambito artistico e culturale mostrato negli ultimi anni su questi temi dalla Sicilia.